Gelo a Copenaghen

Nonostante una bozza di accordo raggiunto nella notte la Cina ha fatto sapere che a Copenaghen non si chiuderà alcun accordo. Sul fronte ufficiale il premier Wen Jiabao si è detto fiducioso di raggiungere il miglior risultato possibile, ma lo stallo dei negoziati era tale che tutte le speranze sono riposte nell’arrivo messianico di Barack Obama, giunto questa mattina. Ma è difficile che Obama accontenti i suoi fedeli. Come ha scritto il blog del Wall Street Journal dedicato al clima ieri, “Obama è il leader di quelli che hanno qualcosa nella disputa con quelli che non hanno nulla. E rappresentare gli interessi del proprio paese viene prima di qualunque preoccupazione ideologica”. Leggi L'analisi di Carlo Stagnaro
18 DIC 09
Ultimo aggiornamento: 07:43 | 23 AGO 20
Immagine di Gelo a Copenaghen
Nonostante una bozza di accordo raggiunto nella notte, ieri la Cina ha fatto sapere che a Copenaghen non si chiuderà alcun accordo. Sul fronte ufficiale il premier Wen Jiabao si è detto fiducioso di raggiungere il miglior risultato possibile, ma lo stallo dei negoziati era tale che tutte le speranze sono riposte nell’arrivo messianico di Barack Obama, giunto questa mattina. Ma è difficile che Obama accontenti i suoi fedeli. Come ha scritto il blog del Wall Street Journal dedicato al clima ieri, “Obama è il leader di quelli che hanno qualcosa nella disputa con quelli che non hanno nulla. E rappresentare gli interessi del proprio paese viene prima di qualunque preoccupazione ideologica”. Più che la sua volontà, sono le implicazioni politiche ed economiche degli accordi a impedire a Obama di mettersi alla testa del partito che fa la guerra alle emissioni. Nella fredda Copenaghen di questi giorni in ballo non c’è il futuro del clima che si scalda, ma i nuovi assetti di potere a livello mondiale.